Economía

Si lavora al piano Alitalia, Di Maio contro tagli di posti di lavoro

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ROMA.  â€” La neocostituita cordata per la nuova Alitalia al banco di prova del piano industriale. La stesura delle linee guida per il decollo della compagnia si preannuncia come il primo test per la compagine azionaria composta da Ferrovie dello Stato, Delta, Atlantia e Tesoro. Il piano finora tratteggiato da Fs e Delta si prepara infatti ad una serie di modifiche su cui nei prossimi due mesi i partner dovranno trovare la quadra. Intanto il vicepremier Luigi Di Maio indica le priorità: un rilancio “vero”, senza tagli all’occupazione.

Dopo l’arrivo della società guidata da Giovanni Castellucci, approdata appena ieri sul tavolo delle trattative che inizierà il lavoro vero e proprio a giorni, l’attenzione passa ora al piano industriale, che sarebbe destinato a subire alcune modifiche profonde, in una logica di sviluppo e competitività, superando quella dei tagli per la sopravvivenza della compagnia.

In particolare, secondo fonti finanziarie vicine alla trattativa, sul tema dei ricavi, la necessità di intercettare il traffico e i margini sui mercati più ricchi (Usa e Asia) può essere sviluppata in maniera più significativa rispetto a quella attuale; inoltre, le criticità del settore dei servizi a terra, di cui l’attuale bozza di piano non si occupa, potrebbero essere risolte sul modello di quanto fatto a Fiumicino.

Temi, questi relativi al network, che permetteranno successivamente di prendere le decisioni su flotta e organico.  Davanti ci sono circa due mesi di lavoro: a decidere la nuova deadline sarà il Ministero dello sviluppo che, sulla base della lettera ricevuta da Fs, potrebbe fissare il nuovo termine per l’offerta vincolante e il piano industriale per il 15 o il 30 settembre.

Sull’operazione vigila il Governo, con il vicepremier Luigi Di Maio che assicura: “Seguiremo la scrittura del piano industriale che deve essere sui voli di lungo raggio e non debe sacrificare l’occupazione”.

Tocca invece al collega Danilo Toninelli la difesa della linea del M5s nei confronti di Atlantia, finita nel mirino dopo il crollo del ponte Morandi: non c’è stato alcun cambio di linea, garantisce Toninelli, assicurando che non ci saranno passi indietro sulla revoca della concessione di Autostrade.

“Monitoreremo con molta attenzione perché se hanno fatto un’offerta che non sarà costruita seriamente da qua al 15 settembre ci arrabbiamo parecchio”, aggiunge, e avverte: Atlantia “non pensi di aver fatto un’offerta sperando che nelle prossime settimane noi tiriamo i remi in barca. Noi non li tireremo”.

Più pragmatico invece il vicepremier della Lega Salvini, per il quale chi ha sbagliato deve pagare, “ma non ci devono andare di mezzo i lavoratori. Questo vale sia per Autostrade che per Alitalia“.

I cinquestelle intanto finiscono nel mirino dell’opposizione. Il Pd Margiotta fa notare come per Di Maio solo 15 giorni fa Atlantia avrebbe fatto precipitare gli aerei mentre oggi va bene e anche Forza Italia va all’attacco sulla “coerenza” del vicepremier grillino.

Il capogruppo Pd alla Camera, Raffaella Paida rende anche nota una lettera del presidente Consob che conferma di aver avviato approfondimenti sulle parole del vice-premier. Fratelli d’Italia, invece, chiede che non ci sia un baratto sulle concessioni.

I sindacati, infine, confermando lo stop del trasporto aereo del 26 luglio, tornano a chiedere un coinvolgimento nella stesura del piano e avvertono la necessità di fare presto, visto anche il progressivo esaurimento della cassa.

(di Enrica Piovan/ANSA)